Il mercato immobiliare italiano continua a mostrare una buona capacità di tenuta nel 2026, nonostante un contesto finanziario meno favorevole e una domanda sempre più selettiva. Questo articolo esplora le ultime tendenze, con un’attenzione particolare ai prezzi, alla domanda e agli investimenti.
Nel primo trimestre del 2026, le compravendite residenziali hanno registrato una crescita tendenziale del +4,4%, con un andamento omogeneo tra capoluoghi e comuni della provincia. La domanda non si concentra più esclusivamente nei mercati più dinamici, ma si distribuisce in modo più diffuso sul territorio, sostenuta soprattutto dall’acquisto della prima casa.
Secondo l’osservatorio sul mercato immobiliare 2026, il segmento delle nuove abitazioni registra un incremento degli scambi del +14,6% su base annua, portando la propria quota di mercato al 6%. Milano rappresenta un’eccezione, con segnali di rallentamento nel primo semestre dell’anno.
Sul fronte del credito, emergono segnali contrastanti. Nel primo trimestre del 2026, i mutui alle famiglie diminuiscono del -2,1%, mentre le erogazioni destinate ai nuovi mutui crescono del +6,6%. La componente del mercato finanziata attraverso il credito registra un incremento del +8,1%, superiore a quello dell’intero mercato.
Prosegue il miglioramento della qualità energetica del patrimonio residenziale oggetto di compravendita. Tra il 2026 e il primo semestre del 2026, la quota di abitazioni compravendute appartenenti alle classi energetiche più elevate (A4-B) è salita dal 6% all’8%. Anche gli interventi di riqualificazione evidenziano un miglioramento delle prestazioni energetiche.
Il mercato immobiliare italiano chiude il primo semestre del 2026 con un nuovo massimo storico, con investimenti che raggiungono i 7 miliardi di euro. Il retail si conferma la principale asset class del semestre, con investimenti per circa 2,3 miliardi. La logistica sfiora 1,2 miliardi di investimenti nel semestre, mentre l’hospitality raccoglie circa 1,1 miliardi.
Il mercato delle locazioni è investito da un rallentamento dei contratti stipulati e da preferenze verso contratti di locazione flessibili e agevolati. Nel primo trimestre 2026, il numero dei contratti aumenta del +0,3% su base annua, grazie soprattutto alla crescita dei contratti a canone agevolato nelle principali aree urbane.
In questo scenario, le tensioni sul mercato della locazione rimangono comunque elevate, con una quota di famiglie alla ricerca di un’abitazione in affitto aumentata del 12% negli ultimi cinque anni.
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