Un’abitazione iniziata a metà ristrutturazione può diventare la casa definitiva con il giusto progetto: è quanto è successo in questo condo, dove il committente aveva idee precise — una palette chiara, metalli caldi, tessuti come bouclé, lino e chenille, e ambienti inondati di luce.
L’intervento ha preso in carico una pianta open space che comprendeva cucina e soggiorno, espandendosi poi a ingresso e zona pranzo per creare continuità estetica e funzionale.
La progettazione ha privilegiato una lingua dei materiali comune a tutta l’area giorno: pavimento in rovere, boiserie e una lieve cofferatura sul soffitto che dialogano tra loro. Il risultato non è stato solo un insieme di pezzi coordinati, ma un impianto che regola i volumi, la luce e le finiture in modo coerente su quattro spazi connessi.
Il committente si è rivolto a un servizio professionale a progetto già avviato per affinare lo stile desiderato. Dopo un processo di matching, sono stati presentati due approcci: uno più geometrico e lineare, l’altro più caldo e stratificato. Entrambe le proposte includevano il tema dei metalli caldi e dei tessuti tattili, ma è stata scelta la direzione che enfatizzava tonalità crema, superfici dorate spazzolate e arredi con basi metalliche. Attraverso moodboard e prime viste 3D si è definita la strada da seguire, lasciando spazio a piccole modifiche in fase di rendering.
La casa presentava alcune sfide pratiche: una cucina senza finestre, elettrodomestici già scelti (tra cui modelli della GE Café), e una differenza di quota visiva tra la zona cucina e il soggiorno. Le richieste tecniche comprendevano l’inserimento di un lavello a grembiule in rame, finiture in bronzo per la ferramenta e un piano chiaro per illuminare visivamente la cucina. È stato necessario riprogettare alcuni elementi di contenimento per aumentare la capacità di stoccaggio e rivedere la porzione di passaggio tra cucina e soggiorno per aprire le vedute.
Per garantire una lettura uniforme, il progetto ha adottato pavimento continuo in rovere e modanature coordinanti. In soggiorno la parete del camino è diventata il fulcro visivo: rivestimento in marmo floor-to-ceiling, inserimento del televisore sopra un focolare lineare e librerie integrate retroilluminate per creare profondità e punti di interesse. L’illuminazione è stata calibrata su temperature calde costanti: LED integrati, applique e sospensioni dialogano tra loro per mantenere coerenza cromatica e atmosferica.
Il mobilio segue il brief tattile: divani e sedute curvate con basi in ottone spazzolato, rivestimenti in tonalità crema e cuscini in bouclé o chenille per contrasti di texture. I tappeti geometrici delimitano le zone conversazione senza introdurre colori forti, mentre tavolini con dettagli in metallo ripetono la famiglia materica scelta. La scelta di evitare il velluto e privilegiare fibre naturali è stata centrale per mantenere leggerezza visiva e comfort tattile.
La cucina è stata ridisegnata come una scena visibile dal soggiorno: pensili shaker in off-white, un piano in quartz effetto marmo chiaro per la stanza priva di finestre e uno sfondo con piastrelle arabescate che aggiungono movimento. Il passaggio è stato ampliato per creare una grande cornice composta da colonne modanate, mensole in legno illuminate e tre sgabelli con basi in oro che stabiliscono il collegamento estetico con la zona pranzo.
Il mix di metalli è stato gestito per zone: la ferramenta e parte degli elettrodomestici appaiono in bronzo, il lavello su una parete è in rame, e l’oro compare sugli sgabelli e su elementi visibili dal soggiorno, così da evitare dissonanze. Dettagli pratici come cassetti porta-spezie ai lati del piano cottura e la sostituzione dell’open shelving vicino al frigorifero con un mobile chiuso migliorano l’usabilità senza perdere eleganza.
L’ingresso riprende la grammatica materica del living: boiserie, pavimento in rovere e una consolle in acrilico e ottone con oggetti curati che introducono il tono della casa. Nel vestibolo il registro diventa più caldo e suggestivo, con un lanternino a soffitto, un grande quadro figurativo e un monogramma dorato che accolgono visitatori. Armadi a soffietto sono stati rifiniti con la stessa modanatura delle pareti e maniglie in ottone per integrarsi quasi a scomparsa nella parete.
La fase di sourcing e i render 3D hanno permesso al committente di «camminare» la casa prima della realizzazione, facilitando scelte consapevoli e alcuni aggiustamenti in cantiere. Sconti professionali e un dialogo costante con il progettista hanno reso fattibili scelte di qualità. Il cliente ha espresso grande soddisfazione per la resa finale e l’unità stilistica ottenuta, evidenziando come le modifiche proattive abbiano trasformato uno spazio parzialmente ristrutturato in una casa pensata per durare.
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