Nel cuore della Sicilia occidentale, sulla collina che domina Quaroni, cinque imponenti strutture in acciaio emergono come una sorta di segnale di avvertimento e riflessione. Realizzate da Pietro Fortuna le opere, intitolate Folds non sono semplici monumenti: sono dei veri e propri laboratori di percezione, concepiti per farci interrogare sul modo in cui osserviamo il paesaggio e,
Le “Folds”: sculture che mettono in discussione lo sguardo
Le cinque sculture, rigorosamente piegate, fissate con bulloni e levigate fino a raggiungere una perfezione quasi ossessiva, si inseriscono tra la Chiesa Madre di Quaroni e il teatro abbandonato di Consagra, due simboli della storia locale. Fortuna, la cui pratica è una fusione tra arte e filosofia ha voluto che le forme non rappresentassero nulla di specifico, ma che si piegassero a una funzione diversa: quella di “correre lo sguardo” verso la sua stessa imperfezione.
Come afferma il pensatore medievale Meister Eckhart, “quando guardo la croce, il mio occhio diviene legno”; le Folds incarnano proprio questo distacco dal punto di vista antropocentrico, invitando lo spettatore a contemplare la purezza dell’essere.
Un interrogativo permanente tra natura e arte
Per Fortuna, la natura si manifesta senza l’intervento umano, e qualsiasi tentativo di superarla rischia di svuotare il gesto artistico. Egli descrive l’opera come una cosa in sé un simulacro privo di funzioni esplicite capace di far emergere la domanda su cosa si vede realmente.
Questa scelta deliberata di non narrare, di non sedurre, rende le Folds delle “cose vuote” che, paradoxalmente, riempiono lo spettatore di nuove interpretazioni. Il risultato è una forma d’arte che si libera dalla “brama di afferrare e catalogare” e restituisce al pubblico la possibilità di confrontarsi con il reale senza preconcetti.
La pietra ritorna al centro del design: Marmomac 2026
Parallelamente a queste riflessioni artistiche, la settima edizione della fiera Marmomac a Verona ha presentato una serie di progetti che dimostrano come la pietra tradizionalmente vista come materiale del passato, possa diventare l’elemento cardine di un design sostenibile e contemporaneo. Curatori di spicco come Joseph Grima e Davide Fabio Colaci hanno esplorato il potenziale della pietra attraverso due mostre distinte: On Stone e Marble Interiors.
Il modello della Lessinia come paradigma sostenibile
Grima ha attinguto al patrimonio architettonico della Lessinia, regione dove la pietra è parte integrante della vita quotidiana: dalle tegole ai lavabi, dai pilastri alle grondaie. L’installazione On Stone presenta uno schema esploso di una tipica abitazione lessinese, accostato a dieci casi studio contemporanei che dimostrano come le tecniche artigianali possano fondersi con le tecnologie più avanzate. Il curatore sottolinea che, a differenza del cemento armato, la pietra possiede una durata quasi inossidabile, rendendola una delle soluzioni più durevoli per il futuro edilizio.
Riuso creativo dei frammenti di marmo
Colaci, invece, ha concentrato la sua ricerca sugli interni, mostrando come gli scarti di marmo possano trasformarsi in elementi di design di grande impatto estetico. Tra le proposte, la scala di Gio Ponti per la Villa Planchart a Caracas, realizzata interamente con frammenti diversi, dimostra che la sostenibilità non è solo una questione ambientale, ma anche una scelta estetica. L’integrazione di intarsi prodotti da scarti di due aziende, una italiana e una indiana, ribadisce l’idea che il passato possa insegnare nuove modalità di utilizzo della pietra, superando l’idea di “superficie decorativa” per diventare un elemento strutturale all’interno dell’architettura.
Il racconto congiunto di Folds e delle proposte di Marmomac dimostra come, in un contesto in cui l’informazione tende a sovrapporsi all’esperienza sensoriale, l’artista e il designer possano tornare a privilegiare la materialità e la percezione. Mentre le sculture di Fortuna spingono lo spettatore a riconoscere i limiti del proprio sguardo, le installazioni di Marmomac mostrano che la pietra se trattata con consapevolezza, può aprire la strada a un futuro più duraturo e responsabile nel design di spazi pubblici e privati.
