La 43ª edizione del Salone Internazionale della Ceramica, tenutasi a Bologna, ha dimostrato che la ceramica non è più limitata a rivestire pareti e pavimenti. L’evento ha accolto una serie di proposte che ampliano il concetto di living includendo rubinetteria, sanitari, porte e arredi, tutti progettati per interagire in modo armonico con le superfici ceramiche.
Arredo bagno e architettura: la fusione di funzione e forma
Nel padiglione sono stati presentati lavabi dallo spessore scultoreo, come la collezione Lado disegnata da Zaven per Alice Ceramica, e rubinetti che combinano eleganza e versatilità. Le porte, progettate per integrarsi nella boiserie o nascondersi in strutture in legno, mostrano come gli elementi di chiusura possano diventare parte integrante del design, piuttosto che semplici accessori funzionali.
Inoltre, le vasche e le cabine doccia hanno sperimentato trasparenze e colorazioni intensi, trasformando il bagno in un vero spazio di esperienza multisensoriale.
Dettagli tecnici e finiture di dialogo
Le finiture sono state studiate per creare un dialogo visivo con le pareti: metalli opachi, resine che filtrano la luce e ceramiche che richiamano la profondità del vetro.
Questa sinergia è evidente nella riedizione della collezione Ponti Z proposta da Mamoli, dove la tecnologia si nasconde dietro forme fluide, lasciando emergere solo la percezione tattile e visiva dell’intero ambiente.
Materiali e tendenze emergenti: dal 3D alla palette “earth & mineral”
Una delle novità più evidenti è la ceramica tridimensionale. Piastrelle con scanalature, onde morbide e microincisioni trasformano le pareti in elementi architettonici dinamici, capaci di modificare il loro aspetto a seconda dell’illuminazione naturale o artificiale. Queste superfici 3D, adatte a bagni, living e testate di letto, sostituiscono quadri e carta da parati, offrendo una vibrazione estetica che rende ogni spazio unico.
Palette terrene e tonalità minerali
La tavolozza di colore proposta a Cersaie 2026 privilegia tinte calde ispirate alla terra: terracotta, ocra, nocciola, verde salvia, pistacchio e neutri avorio-sabbia. Le finiture prediligono l’opaco, che assorbe la luce e conferisce una morbidezza quasi vellutata al tatto, mentre piccoli accenti satinati o lucidi introducono contrasti sofisticati. Questo approccio cromatico punta a creare ambienti accoglienti, che richiamano la natura senza risultare stucchevoli.
Sostenibilità, biofilia e processi produttivi innovativi
Le aziende presenti hanno sottolineato l’importanza di una produzione più verde. Nuovi impasti integrano gusci d’uovo, residui agro-industriali, vetro riciclato e pietra lavica, riducendo l’impronta ambientale e offrendo nuove texture. Tecniche artigianali, come smaltature manuali e cotture lente, convivono con stampa digitale e incisioni laser, garantendo sia resistenza che prestazioni antiscivolo. L’approccio biofilico si traduce in motivi botanici in rilievo e collezioni che evocano paesaggi naturali, promuovendo benessere psicofisico.
Applicazioni pratiche per una casa sensoriale
Tra le proposte più concrete, una parete doccia rivestita con piastrelle 3D a scanalatura verticale, abbinata a rubinetteria satinata opaca, ricrea l’effetto spa. Un pavimento in gres effetto legno con tonalità calde, combinato con pareti in grandi lastre effetto travertino, offre un ambiente coeso e caldo. Infine, la sostituzione del tradizionale bianco con creme, sabbia o verde salvia, arricchito da dettagli in legno naturale, dimostra come le tendenze di Cersaie 2026 possano essere tradotte in scelte reali per la ristrutturazione o il restyling domestico.
