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Leishmaniosi nel cane, i sintomi iniziali: conoscerli è il primo passo per la prevenzione

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È proprio per questo che non bisogna aspettare di vedere i primi segnali per agire: proteggere il cane prima dell’esposizione al rischio è la strategia più efficace. Conoscere i sintomi iniziali, però, è comunque fondamentale per intervenire tempestivamente e per capire quanto sia importante non abbassare la guardia.

Come si prende la leishmaniosi e perché oggi è un rischio per tutti i cani

La leishmaniosi è causata da un parassita trasmesso al cane attraverso la puntura di un piccolo insetto (il flebotomo, detto anche pappatacio) molto più piccolo di una zanzara, silenzioso e attivo soprattutto nelle ore serali e notturne. Oggi questa malattia non riguarda più solo le zone del centro-sud: a causa dei cambiamenti climatici e degli spostamenti frequenti dei cani, si è diffusa in tutto il Paese. Nessun cane può essere considerato completamente al sicuro senza un’adeguata protezione.

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Quali sono i sintomi iniziali della leishmaniosi nel cane?

Riconoscere i primi segnali non è sempre facile, perché la leishmaniosi può manifestarsi in modi molto diversi da cane a cane. In alcuni casi i sintomi sono quasi invisibili, in altri compaiono progressivamente nel tempo. I sintomi iniziali si dividono in due categorie principali: cutanei e viscerali.

Tra i sintomi cutanei più frequenti troviamo la perdita del pelo (soprattutto intorno agli occhi, sulle zampe e sul dorso), la pelle secca e con scaglie simili alla forfora, l’ispessimento della cute del naso o dei cuscinetti plantari e la crescita eccessiva delle unghie. Non è raro che il cane assuma un aspetto “invecchiato” anche se non ha ancora molti anni.

I sintomi viscerali comprendono invece stanchezza e sonnolenza insolite, perdita di peso e di appetito, vomito, diarrea, gonfiore dei linfonodi, perdite di sangue dal naso e, nei casi più avanzati, aumento della sete e della diuresi, segni di una possibile insufficienza renale. La leishmaniosi può anche rimanere completamente asintomatica per anni: per questo motivo è fondamentale non aspettare che i sintomi si manifestino, ma agire in anticipo con la prevenzione e con controlli regolari dal veterinario.

Come proteggere il tuo cane dalla leishmaniosi

Dal momento che attualmente non esistono farmaci in grado di eliminare completamente il parassita, la prevenzione rimane la strategia più importante. Per ridurre al minimo il rischio che il cane venga punto dai flebotomi, è consigliabile utilizzare prodotti antiparassitari per uso esterno (come collari o gocce antiparassitarie) che abbiano un riconosciuto effetto repellente e che siano autorizzati per la riduzione del rischio di trasmissione della leishmaniosi.

Oltre agli antiparassitari, è utile adottare alcune buone abitudini quotidiane: evitare lunghe passeggiate serali nelle ore in cui i pappataci sono più attivi, tenere il cane al riparo di notte, applicare zanzariere a maglie fitte alle finestre e parlare con il proprio veterinario di un programma di prevenzione personalizzato. È importante fare controlli sierologici periodici al cane almeno una volta all’anno, preferibilmente in primavera, per scoprire subito l’eventuale malattia.

FAQ sulla leishmaniosi cane sintomi iniziali

I sintomi iniziali della leishmaniosi nel cane sono sempre visibili? No, non sempre. La leishmaniosi può restare asintomatica per molto tempo. In alcuni cani l’infezione non evolve mai in malattia conclamata. Per questo è essenziale fare controlli regolari dal veterinario, senza aspettare la comparsa dei primi segni.

Quali sono i primissimi segnali da non sottovalutare? I segnali che possono comparire per primi sono spesso legati alla pelle: perdita di pelo intorno agli occhi o sulle zampe, unghie che crescono troppo in fretta, cute secca e squamosa. Sul fronte generale, stanchezza insolita e dimagrimento senza cause apparenti sono campanelli d’allarme da non ignorare.

La leishmaniosi può colpire anche i cani che non viaggiano nelle zone a rischio? Sì. Negli ultimi anni la malattia si è diffusa in tutta Italia, anche nelle regioni del nord. Il rischio non riguarda più solo chi porta il cane in vacanza al mare o nelle zone collinari del centro-sud: è importante proteggere il proprio cane tutto l’anno, ovunque si viva.

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