Possedere una seconda casa al mare resta un sogno ambito ma sempre più costoso. Oltre al prezzo d’acquisto, chi punta a una dimora sulla costa deve considerare oneri ricorrenti come tasse più alte per la seconda abitazione, spese condominiali annuali, interventi di manutenzione e costi energetici che non spariscono nemmeno quando la casa è vuota.
Questi elementi possono trasformare un investimento simbolico in un esborso significativo per i risparmi familiari.
Negli ultimi anni il mercato delle località balneari ha registrato aumenti sostenuti: a livello nazionale il prezzo medio delle abitazioni usate ha raggiunto i 1.903 euro al metro quadro nel secondo trimestre del 2026, con un incremento trimestrale dello 0,6% e su base annua del 4,1%. Tuttavia, la situazione è molto diversa da costa a costa: alcune mete sono ormai appannaggio di pochi mentre altre offrono valori più contenuti.
La costa emiliano-romagnola si è attestata tra le aree con le crescite più marcate negli ultimi cinque anni: il valore degli immobili residenziali nella regione è aumentato del 17,9% collocandosi al quinto posto nazionale per incremento. Sul podio regionale svettano Milano Marittima con circa 5.108 €/m² Riccione con 4.748 €/m² e Rimini con 4.723 €/m². Subito dopo si piazza Cesenatico con 4.595 €/m² valore che la rende una delle località più costose della riviera.
Per trovare quotazioni inferiori ai 4.000 euro al metro quadro in regione bisogna scendere fino a Cattolica, che si attesta intorno a 3.933 €/m² seguita da Cervia a 3.450 €/m² — quest’ultima ha registrato la crescita percentuale annua più sostenuta, pari a +7,8% — e Marina di Ravenna a 3.380 €/m². Tra le alternative più economiche emergono Lido degli Estensi con 2.710 €/m² e Punta Marina con 2.515 €/m² mentre Bellaria si colloca attorno a 2.430 €/m².
Sul piano nazionale le differenze sono nette: località come Portofino e Capri restano in una fascia di prezzo completamente diversa, con valori medi rispettivamente di circa 23.233 €/m² e 16.725 €/m² seguite da Anacapri a 12.238 €/m². Queste cifre rendono alcune località praticamente inavvicinabili per il compratore medio, mentre al Sud e sulle isole si trovano ancora opportunità relativamente meno costose.
In Sicilia e nelle aree insulari si possono individuare mercati più accessibili: Pantelleria è intorno ai 2.850 €/m² Gallipoli a 2.688 €/m² San Vito Lo Capo a 2.375 €/m² e Lampedusa a 2.150 €/m². Queste località offrono paesaggi e spiagge di grande valore ma con quotazioni significativamente inferiori rispetto alle mete più blasonate del Nord.
Il mercato delle case usate ha continuato a mostrare segnali di crescita nella prima metà del 2026: l’incremento nazionale annuo del 4,1% riflette una domanda ancora solida e uno stock di offerta in contrazione. Alcune città mostrano performance particolarmente vivaci: Nuoro ha segnato un +6,9% Crotone +5,3% Lodi +4,6% e Verona +3,9%. Tra i grandi centri, Torino, Palermo e Roma hanno registrato aumenti rispettivamente di 3,7%2,3% e 1,8% mentre Milano ha evidenziato un lieve raffreddamento con un calo dello 0,5% nel periodo considerato.
A livello regionale il Trentino-Alto Adige si conferma l’area più cara con circa 3.281 €/m² seguita dalla Liguria e dalla Toscana. Le regioni più economiche rimangono Molise e Calabria, con valori medi inferiori alla soglia dei 1.000 euro al metro quadro.
Infine, oltre ai valori d’acquisto, è fondamentale valutare gli oneri ricorrenti la maggiorazione fiscale per la seconda casa, le spese condominiali estese all’intero anno, e i costi di manutenzione stagionale incidono sul rendimento finanziario dell’immobile e sulla sostenibilità dell’investimento nel medio-lungo termine. Per chi valuta l’acquisto, il confronto tra prezzo al metro quadro e costi accessori è tanto importante quanto la bellezza della vista mare.
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