In un contesto di crescente pressione abitativa, il governo italiano ha annunciato l’imminente avvio del Fondo Housing Coesione uno degli strumenti principali del Piano Casa. Questo fondo, gestito da Invimit SGR punta a rigenerare il patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato per creare alloggi accessibili e contrastare il degrado urbano.
Il Fondo Housing Coesione sarà operativo entro luglio 2026, con una dotazione iniziale di 100 milioni di euro. A settembre partiranno due attività parallele: la richiesta alle amministrazioni pubbliche di mettere a disposizione immobili e l’individuazione delle SGR terze che gestiranno i fondi territoriali. L’obiettivo è far confluire immobili pubblici, risorse nazionali ed europee e capitali privati in operazioni di recupero e gestione dell’housing sociale.
Previsto dall’articolo 7 del DL 66/2026, il Fondo Housing Coesione mira a sostenere interventi di edilizia residenziale pubblica e sociale attraverso la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico. Gli immobili candidati potranno essere recuperati e destinati a funzioni abitative e sociali, con canoni inferiori ai valori di mercato per intercettare la domanda di chi non accede all’edilizia popolare ma non riesce a sostenere i prezzi del libero mercato.
Il recupero del patrimonio esistente comporta costi rilevanti. Gli immobili pubblici inutilizzati da anni possono richiedere interventi complessi di riqualificazione, adeguamento funzionale, bonifica, messa in sicurezza, efficientamento energetico e riconversione a uso residenziale. Nonostante i costi, il Piano Casa punta anche al contenimento del consumo di suolo, rendendo la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico una priorità.
Il Fondo Housing Coesione coinvolgerà Enti territoriali, Regioni e SGR terze, con l’obiettivo di coordinare risorse pubbliche, patrimonio immobiliare e investimenti privati. Le risorse nazionali ed europee che le Regioni decideranno di far confluire nel Fondo resteranno vincolate ai territori di provenienza e saranno rendicontate, monitorate e spese come se fossero utilizzate direttamente dalle Regioni.
Gli Enti territoriali avranno un ruolo centrale. Invimit può intervenire in operazioni promosse o partecipate dagli Enti pubblici. L’Ente può conferire il proprio patrimonio immobiliare oppure promuovere, con un atto amministrativo che ne riconosce l’interesse pubblico, interventi anche su immobili privati da destinare all’housing sociale.
Il tema dell’abitare si configura più come una crisi strutturale che una semplice emergenza. La pressione sulla casa deriva principalmente da tre fattori: turismo, università e mobilità lavorativa. In questo contesto si inserisce la missione REgenera, con cui sono stati riqualificati con funzione sociale 26 immobili di proprietà dei fondi gestiti da Invimit.
Il Fondo Housing Coesione rappresenta un passo significativo verso la risoluzione della crisi abitativa in Italia, offrendo una soluzione concreta per aumentare l’offerta di alloggi accessibili e rigenerare il patrimonio immobiliare pubblico.
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