Radici torna a sperimentare con la superficie tessile presentando Flower Distortion, una collezione ideata dal collettivo parigino Uchronia. Questo incontro creativo mette al centro colore e pattern, trasformando il tema floreale in un dispositivo visivo che gioca con percezione, ritmo e profondità. Il risultato è un paesaggio astratto in cui la natura non viene imitata, ma tradotta in segni grafici e in vibrazioni cromatiche che abitano lo spazio.
Il progetto si inserisce nel percorso di ricerca di Radici volto ad ampliare il proprio vocabolario attraverso il dialogo con studi e designer internazionali. La collaborazione con Uchronia rende esplicita questa direzione: il fiore si fa illusione ottica, la geometria incontra l’organico e la superficie diventa esperienza immersiva, non semplice sfondo.
Debutto a Parigi: EquipHotel dal 2 al 5 novembre 2026
La presentazione ufficiale di Flower Distortion è fissata a Parigi durante EquipHotel, il salone internazionale dedicato all’hôtellerie e al contract, in programma dal 2 al 5 novembre 2026. In questo contesto, la collezione si offre al confronto con architetti e progettisti che cercano superfici capaci di coniugare identità visiva e prestazioni tecniche. L’esposizione in fiera evidenzia l’evoluzione del brand: una ricerca coerente in cui colore e pattern definiscono sempre di più la cifra progettuale, pur mantenendo una rigorosa coerenza formale.
Nella cornice parigina, Uchronia propone un approccio scenografico: la percezione cambia con la distanza, le trame si scompongono in gradienti e si ricompongono in motivi che suggeriscono movimento continuo. La collezione diventa così un invito a ripensare gli spazi dell’ospitalità, dove il pavimento non è solo rivestimento, ma dispositivo narrativo che accompagna il percorso dell’utente.
La visione di Uchronia: il fiore come sistema in trasformazione
Il cuore concettuale della collezione risiede nella metamorfosi del soggetto botanico: il fiore appare come vibrazione e movimento, oltre la rappresentazione figurativa. Lo sintetizza il fondatore di Uchronia, Julien Sebban: “Con Flower Distortion abbiamo esplorato il fiore come un sistema visivo in trasformazione. Più che rappresentare la natura, ne abbiamo estratto le logiche: ripetizione, crescita, vibrazione. Ogni motivo agisce come un’illusione, un fiore che appare, scompare, si deforma o si mette in movimento”. Qui il linguaggio naturale fornisce la grammatica per generare pattern densi, dalle suggestioni cinetiche e dalla forte identità cromatica.
Otto pattern, una tavolozza in transizione
La collezione si articola in otto pattern, ciascuno declinato in più varianti che scorrono lungo una gamma dal rosso all’arancio, dal viola fino al verde. Le trame alternano curve e geometrie in un continuo gioco di emergenza e dissolvenza: effetti kaleidoscopici, accenni di vortici grafici, campiture modulabili. Questa modularità consente di costruire scenari visivi coerenti ma dinamici, adattabili a contesti di diversa scala, dal passaggio intenso delle aree comuni fino agli ambienti raccolti, con un impatto immersivo controllato.
Supporto tessile e sostenibilità progettuale
Flower Distortion prende corpo su una pavimentazione tessile studiata da Radici per unire estetica e sostenibilità. La struttura è realizzata con materiali rigenerati e integra un backing pensato per essere monocomponente in poliammide, così da semplificare il riciclo a fine vita e favorire la rigenerazione completa del prodotto. Questa scelta tecnologica riduce la complessità dei componenti, migliorando la tracciabilità dei materiali e facilitandone il rientro nel ciclo produttivo.
Su questa base performante, la stampa ad alta definizione fa emergere la profondità cromatica e la matericità dei motivi firmati Uchronia. I gradienti risultano continui, le soglie tra tonalità appaiono morbide, le aree piene e le rarefazioni si leggono con chiarezza. Il comportamento visivo dei pattern rimane stabile anche in spazi estesi: la ripetizione modulata evita effetti di saturazione e preserva la leggibilità del disegno, assicurando una resa coerente sotto diverse condizioni di luce e di utilizzo.
Insieme, queste scelte tecniche evidenziano l’obiettivo di Radici: ampliare il proprio repertorio espressivo senza rinunciare a una coerenza d’intenti che tiene insieme ricerca estetica e responsabilità materiale. Il pavimento, così, diventa un medium capace di attivare l’ambiente con un vocabolario visivo riconoscibile, aggiornato alle esigenze del progetto contemporaneo e allineato a una sensibilità circolare.




