Advertisements

Residenti in costume da bagno protestano contro il cantiere extralusso a Firenze

Advertisements
Advertisements

In un gesto di protesta creativo e ironico, i residenti di Firenze hanno deciso di trasformare il loro disagio in un evento estivo. Il cantiere dell’ex ospedale militare San Gallo dove si sta costruendo un resort di lusso ha scatenato la reazione dei cittadini che si sentono ‘murati in casa’ dalle nuove costruzioni.

Advertisements

La protesta, organizzata dal comitato ‘Salviamo Firenze per Viverci’ ha visto i partecipanti indossare costumi da bagno e sistemarsi con ombrelloni e pinne di fronte al cantiere. L’iniziativa, battezzata ‘Bagno Sangallo’ mira a richiamare l’attenzione della sindaca Sara Funaro, che non ha ancora visitato il quartiere nonostante le ripetute richieste.

La protesta dei ‘murati in casa’

I residenti denunciano di essere stati ignorati dall’amministrazione comunale per cinque mesi, mentre il cantiere prosegue senza sosta. La protesta in costume è un modo provocatorio per invitare la sindaca a vedere di persona l’impatto delle nuove costruzioni sulla vita quotidiana dei cittadini.

“La sabbia l’abbiamo chiesta direttamente al cantiere”, ironizzano i partecipanti. Oltre all’ironia, l’evento è un appello urgente all’amministrazione comunale per evitare ulteriori speculazioni e tutelare i quartieri storici.

La legalità del costume in strada

La protesta solleva anche una questione legale: è permesso girare in costume da bagno in strada? Secondo il codice penale italiano, non esiste una norma che vieti esplicitamente il costume da bagno in strada, ma ci sono articoli che puniscono gli atti osceni e contrari alla pubblica decenza.

Gli atti osceni sono puniti con sanzioni amministrative pecuniarie, mentre gli atti contrari alla pubblica decenza possono comportare multe da cinquemila a diecimila euro. Tuttavia, il costume da bagno in strada non è considerato un atto osceno o contrario alla pubblica decenza, a meno che non sia indossato in modo volgare o inappropriato.

Il caso di Varenna

Il comune di Varenna, sul Lago di Como, ha introdotto multe fino a 200 euro per chi gira a torso nudo o in costume da bagno fuori dalle spiagge. Questa ordinanza è stata approvata per contrastare il turismo di massa e mantenere il decoro urbano. Il regolamento vieta di rimanere a torso nudo o in costume su tutto il territorio comunale, con l’eccezione delle spiagge e dei pontili.

La protesta dei residenti di Firenze, sebbene ironica, riflette un malcontento più ampio verso la speculazione edilizia e la mancanza di dialogo con le istituzioni. L’iniziativa ‘Bagno Sangallo’ è un esempio di come i cittadini possano utilizzare la creatività per far sentire la propria voce e richiedere cambiamenti concreti.

Condividi
Emanuele Negri

Emanuele Negri, ex architetto torinese, documentò il recupero di un cortile in Barriera di Milano e decise di passare alla comunicazione editoriale: in redazione promuove progetti di rigenerazione urbana e firma dossier su materiali sostenibili. Custodisce uno schizzo originale del primo progetto professionale.

Utilizziamo i cookie per personalizzare i contenuti e gli annunci, fornire le funzioni dei social media e analizzare il nostro traffico. Inoltre forniamo informazioni sul modo in cui utilizzi il nostro sito ai nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che hai fornito loro o che hanno raccolto in base al tuo utilizzo dei loro servizi. Visualizza dettagli