Nel comune di Bagno a Ripoli è stata inaugurata una nuova realtà abitativa nata da un bene sottratto alla criminalità organizzata. La villetta di via Roma 343confiscata a un’organizzazione riconducibile alla mafia cinese e trasferita al patrimonio comunale nel 2026, è stata trasformata in un progetto di co-housing pensato per persone in condizione di fragilità abitativa.
L’inaugurazione con l’ingresso dei primi quattro ospiti ha segnato l’avvio operativo di questa struttura, concepita per offrire accoglienza temporanea e percorsi di accompagnamento verso l’autonomia. Il lavoro di recupero e gestione coinvolge istituzioni locali, enti regionali e organizzazioni del terzo settore.
La ristrutturazione della villetta è stata realizzata grazie a un cofinanziamento della Regione Toscana pari a 345.500 euro e a un investimento diretto del Comune di Bagno a Ripoli di 40.000 euro. Gli interventi hanno reso l’abitazione adattabile a diverse esigenze abitative, dai nuclei monoparentali alle famiglie.
La casa, predisposta per ospitare fino a dieci persone, comprende sette camere e sei bagni; gli spazi condivisi includono una cucinauna mansardaun ampio terrazzo, un giardino e un garage. Parte degli arredi è stata donata da Ikea Firenze nell’ambito del progetto «Un posto da Chiamare Casa», integrando le dotazioni necessarie per rendere gli ambienti funzionali e accoglienti.
Il progetto intende offrire non soltanto un alloggio temporaneo ma anche percorsi di socializzazione, collaborazione e mutuo aiuto per favorire il reinserimento abitativo. In pratica, Casa Gemma fungerà da punto di partenza per chi necessita di sostegno nel recupero di autonomia personale e abitativa, attraverso attività condivise e supporto socio-assistenziale.
La gestione operativa della struttura è affidata alla Fondazione Solidarietà Caritasindividuata dalla Società della Salute fiorentina Sud-Est come soggetto responsabile, che opera insieme al Consorzio CoeSo e alla cooperativa sociale Arca. Questo modello mette in rete competenze pubbliche e del terzo settore per garantire servizi socio-assistenziali adeguati agli ospiti.
All’inaugurazione hanno partecipato rappresentanti istituzionali, tra cui il sindaco e presidente della Società della Salute fiorentina Sud-Est Francesco Pignottila vicepresidente della Regione Toscana Mia Diope il presidente della Fondazione Caritas Firenze Marco Seracini. L’assessora comunale al Sociale Sandra Baragli e il market manager di Ikea Firenze Carlo Guandalini hanno inoltre sottolineato l’importanza della collaborazione tra pubblico e privato per la buona riuscita dell’intervento.
Le istituzioni coinvolte hanno evidenziato come il recupero di questo immobile rappresenti un segnale concreto di lotta alla criminalità: un bene che prima serviva a consolidare un’attività illegale è stato restituito alla collettività come presidio di diritti e di solidarietà. La Regione ha ribadito il valore della legge che consente il riuso sociale dei beni confiscati, mentre il Comune ha definito l’iniziativa una risposta locale all’emergenza abitativa.
Per la Fondazione Caritas gestire Casa Gemma significa accompagnare le persone non solo fornendo un tetto, ma favorendo processi di dignità, fiducia e capacità di ripartenza. Il progetto combina quindi alloggio e percorsi di inclusione sociale, con operatori dedicati e servizi di supporto.
Con l’apertura formale e i primi ingressi la struttura è ora operativa e pronta ad accogliere fino a dieci persone. L’obiettivo immediato è garantire soluzioni abitative temporanee e percorsi personalizzati che favoriscano il ritorno a una condizione di autonomia stabile. Il modello scelto punta sulla condivisione degli spazi e sul supporto educativo e sociale fornito dagli operatori.
La riconversione di un bene confiscato in un centro abitativo di comunità rappresenta inoltre un esempio pratico di come interventi mirati possano trasformare simboli di illegalità in risorse utili per la collettività, rafforzando la coesione sociale sul territorio di Bagno a Ripoli.
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