Negli ultimi anni l’arredo ha risposto al ritorno del gusto per gli spazi ricchi con un indirizzo opposto: la leggerezza ottenuta tramite la riduzione di materia e l’apertura di vuoti. Questa tendenza non significa semplicemente alleggerire il peso fisico degli oggetti, ma cercare un equilibrio visivo che permetta alla luce e all’aria di attraversare il volume dell’arredo.
Il risultato è un linguaggio formale che privilegia linee sottili, piani meno compatti e dettagli che scompongono la massa senza rinunciare alla funzione.
Il principio può essere applicato in molte scale, dall’oggetto singolo agli allestimenti di una stanza: si tratta di progettare con l’intento di sottrarre per aggiungere senso. In questo senso la parola sottrazione di massa diventa una vera e propria strategia progettuale, capace di trasformare materiali tradizionali in elementi che dialogano con lo spazio senza dominarlo. L’approccio è adatto sia agli Ambienti domestici sia agli spazi pubblici dove serve creare leggerezza visiva senza rinunciare a solidità e comfort.
Adottare la sottrazione di massa implica ripensare i volumi: anziché aggiungere decorazioni si lavora per creare vuoti, forature e interstizi che alleggeriscono l’insieme. Questo concetto non è meramente estetico, ma funzionale, perché favorisce anche una migliore percezione degli spazi e una qualità della luce diversa. Il progetto diventa così una serie di scelte che definiscono ciò che resta e cosa viene tolto, con l’obiettivo di ottenere un oggetto che sia percettivamente meno ingombrante e più integrato nell’ambiente circostante.
La sottrazione di massa si può definire come una tecnica in cui il disegno elimina parti di volume per ottenere leggerezza e trasparenza visiva. In pratica si interviene sulla forma per creare aperture, nervature sottili o superfici interrotte che consentono alla luce di penetrare e allo sguardo di oltrepassare l’oggetto. Questo approccio spesso privilegia geometrie essenziali e collegamenti visivi tra interno ed esterno, trasformando arredi anche semplici in elementi capaci di alleggerire l’atmosfera di una stanza.
La scelta dei materiali è fondamentale quando si cerca la leggerezza per sottrazione. Legno, metallo, vetro e materiali compositi vengono lavorati per ridurne la massa apparente: essenze chiare, spessori calibrati e finiture opache o leggere valorizzano il vuoto creato. L’uso di legno in geometrie minimali, ad esempio, riesce a coniugare calore e discrezione, mentre strutture metalliche sottili offrono linearità e resistenza. L’insieme delle scelte materiche deve supportare l’intento di non sovraccaricare l’ambiente ma di inserirsi con armonia.
Quando il progetto mira alla leggerezza, il legno viene spesso ridotto a elementi essenziali: gambe sottili, piani sottili o dettagli intagliati che creano negativi. Le finiture giocano un ruolo complementare: colori naturali o toni neutri accentuano l’effetto di trasparenza visiva, mentre vernici leggere mantengono il materiale riconoscibile senza appesantirlo. La combinazione tra struttura ridotta e finitura misurata consente agli arredi di inserirsi in contesti eclettici senza competere con altri elementi decorativi.
Un caso emblematico di questa filosofia è la sedia Metric, progettata da Michael Anastassiades per B&B Italia. L’oggetto esprime l’idea di leggerezza attraverso la semplificazione dei volumi e l’introduzione di vuoti che interrompono la solidità tradizionale della seduta. La proposta dimostra come la riduzione di massa non sia sinonimo di fragilità: al contrario, consente di ottenere un oggetto elegante, funzionale e discreto, perfetto per ambienti che prediligono atmosfere ariose senza rinunciare a personalità.
La lezione che deriva da esempi come la sedia Metric è che la leggerezza può essere perseguita con diversi mezzi, dalla sottrazione di materia ai dettagli costruttivi. Progettisti e utenti possono ispirarsi a questi principi per scegliere pezzi che alleggeriscano l’insieme domestico, favorendo spazi più luminosi e armoniosi. In definitiva, progettare per sottrazione significa pensare alla luce, al vuoto e alla funzione come strumenti per creare arredi che dialogano con lo spazio senza imporsi.
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