Nel panorama turistico italiano i tradizionali rifugi alpini stanno attraversando una metamorfosi: non sono più semplici tappe per gli scalatori, ma veri e propri mountain club che coniugano architettura avanguardistica, alta cucina e servizi di intrattenimento pensati per una clientela più diversificata. Parallelamente, il settore del bricolage espande la propria rete su territori piccoli, mentre una serie di studi statistici mette in luce una piaga silenziosa, ovvero la diffusione massiccia di negozi commerciali vuoti su tutto il Paese.
Premi Kettmeir 2026: i club alpini che hanno ridefinito l’ospitalità di montagna
La prima edizione della Guida ai migliori mountain club d’Italia 2026 ha premiato due realtà molto diverse, ma accomunate dalla capacità di reinterpretare l’esperienza di alta quota. Il Kettmeir Award – Best Mountain Club 2026 è stato conferito ex aequo a Sunny Valley Kelo Mountain Lodge, a Santa Caterina Valfurva, e ad Alpinn, situato nel comprensorio di Plan de Corones. Entrambi hanno superato i 90 punti su 100, guadagnandosi il prestigioso triplo fiocco d’oro della guida.
Sunny Valley Kelo Mountain Lodge: tradizione e lusso in Valtellina
Gestito da Beppe Bonseri, il lodge combina gli elementi classici dell’ospitalità alpina con spazi ampi, finiture di pregio e una programmazione di attività che va oltre lo sci. L’offerta comprende percorsi guidati, wellness, spazi per eventi privati e una cucina che valorizza i prodotti locali, trasformando il soggiorno in un’esperienza a tutto tondo.
Alpinn di Norbert Niederkofler: gourmet ad alta quota
Il secondo vincitore, Alpinn, è il frutto dell’immaginario dello chef stellato Norbert Niederkofler. Qui la cucina territoriale viene reinterpretata con tecniche gourmet, facendo del ristorante una vera attrazione per i visitatori, indipendentemente dalla stagione sciistica. La proposta gastronomica è accompagnata da una selezione di attività outdoor, creando un modello di business dove la ristorazione è il fulcro dell’offerta.
Altri riconoscimenti della guida hanno evidenziato trend emergenti: il Territori Sostenibili Award è andato a Kosmo Taste the Mountain di Livigno-Mottolino, il Best Design Award** a Oberholz (Obereggen) per il suo progetto semi-sotterraneo, mentre il Best Après-ski Award ha premiato il Super G Italian Mountain Club di Madonna di Campiglio. Questi premi sottolineano come i club alpini si stiano trasformando in destinazioni autonome, capaci di attrarre clienti anche fuori stagione.
Bricocenter a Marsala: l’espansione del franchising di Adeo nel Sud
Il 22 ottobre è stato inaugurato il terzo punto vendita Bricocenter nella contrada Cardilla, alle porte di Marsala (TP). L’apertura è stata accompagnata da promozioni su elettroutensili, vernici e arredo bagno, con l’obiettivo di catturare immediatamente la domanda locale. Con questa nuova sede, la rete di franchising di Adeo conta tre negozi nella provincia di Trapani, oltre alle sedi di Trapani e Alcamo.
Il modello di franchising come chiave di crescita
Adeo ha scelto il franchising per penetrare i 7.000 piccoli comuni italiani dove un negozio diretto sarebbe economicamente non sostenibile. Il caso di Trapani dimostra l’efficacia del modello: il fatturato è passato da 1,5 a 2,2 milioni di euro. Le aperture di Faenza e ora di Marsala confermano una crescita costante, con l’obiettivo di arrivare a 100 negozi in franchising entro il 2025. Il format prevede superfici tra 1.000 e 1.500 m², un manuale operativo online e due modalità di ingresso – conversione di un punto vendita esistente o apertura ex novo.
La crisi dei locali commerciali inattivi in Italia
Un’indagine congiunta dell’Ufficio Studi di Confcommercio e dell’Istituto Tagliacarne ha stimato che nel 2025 erano 460.466 i locali inutilizzati, pari al 16,9 % del patrimonio commerciale nazionale. La cifra è rimasta sostanzialmente stabile nel 2026, con una previsione di circa 458.000 unità inattive. Questi dati includono attività commerciali, somministrazione, strutture ricettive, servizi e studi professionali, e non si limitano alle tradizionali botteghe lungo la strada.
Distribuzione geografica e settori più colpiti
Le zone rurali mostrano la più alta incidenza di locali vuoti (24,3 %), seguite da piccole città e sobborghi (19,5 %). Il Mezzogiorno registra un tasso del 20,8 %, contro il 13,6 % del Nord-Ovest. I settori più vulnerabili sono il commercio alimentare (26,7 % di inattività) e quello non alimentare (26,1 %). In valore assoluto, il non alimentare conta più di 114.000 unità inattive, contro circa 47.000 del settore alimentare. Bar (22,8 %) e ristorazione (18,6 %) sono anch’essi fortemente colpiti. Tra le categorie specializzate, le mercerie (37 %), gli illuminatori (32,9 %) e le calzature (30,4 %) registrano tassi di vacancy particolarmente elevati.
La perdita di questi spazi ha ripercussioni sociali: anziani, persone con mobilità ridotta e famiglie senza auto sono costretti a spostarsi verso centri più distanti per esigenze quotidiane, aggravando il fenomeno della “desertificazione commerciale”. Gli enti locali, quindi, devono intervenire con politiche di riqualificazione urbana, incentivi agli investimenti e strategie di ripopolamento per non trasformare interi quartieri in zone “senza vita” economica.




