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Trasformare uffici in spazi di lavoro flessibili: il progetto EY a Bari

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La sede pugliese di EY è stata oggetto di un intervento che va ben oltre il semplice rinnovo estetico: si è trattato di una ristrutturazione integrale che ha interessato tre livelli dell’edificio in via Oberdan 40U, con la creazione di un nuovo ingresso dedicato al piano terra.

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Il progetto, avviato nel 2026 per un volume complessivo di circa 1980 m² è stato sviluppato in formula design & build e ha coinvolto un raggruppamento composto da Barberio Colella Architetti, il general contractor Sigma Sud e l’impresa impiantistica Rinnova I.C., con la procedura di gara gestita da CBRE Italia.

Partendo da una situazione in cui i piani interessati erano stati spogliati fino alla struttura portante, il team progettuale ha impostato l’intervento come un lavoro di interior architecture cioè la ridefinizione completa del rapporto tra spazio, impianti e uso. L’obiettivo non era semplicemente scegliere materiali e arredi, ma ridefinire il modo in cui l’edificio supporta le attività quotidiane del personale e l’identità del brand.

Ristrutturazione strutturale e approccio tecnico in via Oberdan 40U

Il primo passo operativo è stato il consueto strip out partizioni non portanti, controsoffitti, pavimenti sopraelevati e impianti preesistenti sono stati rimossi per riportare i piani allo stato grezzo, lasciando visibili pilastri e setti portanti. Su questa base si è impostato un nuovo layout che integra partizioni vetrate sistemi di illuminazione progettati ad hoc, soluzioni acustiche calibrate e infrastrutture tecnologiche secondo le esigenze di una sede corporate moderna. I piani quarto e quinto, già rinnovati in precedenza, sono stati utilizzati come riferimento per garantire omogeneità materica e funzionale su tutti i cinque livelli della sede.

Organizzazione degli spazi e numeri

Dal punto di vista funzionale il brief prevedeva un assetto per circa 350 postazioni distribuite su tutta la sede. Il concetto operativo adottato è stato quello dell’activity-based working piuttosto che assegnare una scrivania fissa a ciascun collaboratore, le postazioni sono pensate per attività differenti — concentrazione individuale, collaborazione informale, riunione, formazione. Il risultato è un mix di desk, banchi alti, touchdown, phone booth e sale riunioni vetrate di varie capienze, oltre a hub caffè e aree lounge distribuite per piano.

Soluzioni per identità del marchio, comfort e sostenibilità

L’intervento traduce l’identità EY in scelte progettuali senza cadere nella mera applicazione decorativa del logo. La palette del brand — giallo EY antracite, accenti teal e blu — è stata declinata su finiture, arredi e pareti brandizzate contenenti claim aziendali, mentre la trasparenza tipica degli spazi di consulenza è garantita dall’uso estensivo di pareti vetrate che favoriscono la diffusione della luce naturale. Per il comfort acustico sono stati scelti pannelli fonoassorbenti differenziati in base alle funzioni delle stanze, così da conservare privacy acustica senza rinunciare all’apertura visiva.

Un elemento ricorrente è la presenza di verde d’interni: piante sospese nell’hub caffè e essenze posizionate nelle zone di lavoro contribuiscono a una componente biofila che ammorbidirà l’open space e supporta il benessere. La sala di formazione è stata progettata come spazio riconfigurabile: tavoli pieghevoli e sedute impilabili su ruote consentono di passare rapidamente da un’aula tradizionale a un ambiente per eventi o workshop fino a 30 persone.

Nuovo ingresso su via Oberdan e rapporto con la strada

Al piano terra è stato ricavato un ingresso dedicato per visitatori e personale che si affaccia direttamente su via Oberdan, con modifiche al prospetto stradale per enfatizzare la presenza aziendale. Questa nuova porta d’accesso funziona come biglietto da visita e si integra con la reception centrale già esistente, migliorando i percorsi di arrivo e accoglienza.

L’intero progetto è stato condotto seguendo gli standard di sostenibilità interni del committente: le scelte progettuali e impiantistiche sono orientate alla qualità ambientale e al comfort dei lavoratori fin dalle fasi iniziali del concept, con monitoraggio dell’avanzamento e coordinamento tra committenza, advisor e raggruppamento esecutore.

Il progetto a Bari rappresenta per lo studio Barberio Colella Architetti una referenza significativa nel campo degli interni corporate nel Mezzogiorno, realizzata tramite una gara coordinate da un advisor immobiliare e consegnata in formula design & build con unico interlocutore responsabile per tempi e costi.

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Emanuele Negri

Emanuele Negri, ex architetto torinese, documentò il recupero di un cortile in Barriera di Milano e decise di passare alla comunicazione editoriale: in redazione promuove progetti di rigenerazione urbana e firma dossier su materiali sostenibili. Custodisce uno schizzo originale del primo progetto professionale.

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