Un edificio storico nel cuore di Canzo sta diventando il fulcro di un progetto concreto di coabitazione promosso da Casa Fuori Casa. Grazie a una generosa donazione è stato possibile acquisire l’immobile che ospiterà persone con disabilità, operatori e attività di formazione: un luogo pensato per sperimentare la vita autonoma supportata da un’équipe educativa e dal volontariato.
Questa iniziativa nasce dalla convinzione che la casa sia molto più di uno spazio fisico: è uno strumento per costruire relazioni, esercitare scelte e preparare il futuro. Con il tuo aiuto vogliamo arredare tre camere con i relativi bagni e un monolocale destinato al personale educativo, trasformando ambienti vuoti in spazi accoglienti e funzionali.
Obiettivi e senso del progetto
Il progetto si propone di offrire una soluzione abitativa stabile a persone con disabilità intellettiva/motoria medio-grave, promuovendo percorsi graduali di autonomia. Coinvolgere le famiglie è parte integrante dell’approccio: il confronto e la fiducia reciproca aiutano a gestire il passaggio dal nucleo familiare alla vita indipendente in modo sereno.
Il modello punta a coniugare sicurezza, relazioni significative e opportunità formative, grazie al lavoro di professionisti e al contributo della comunità locale.
Principi abitativi
La filosofia che guiderà l’allestimento è semplice: spazi essenziali e sobri che lascino spazio alla personalizzazione degli ospiti.
L’intento è che ogni stanza diventi veramente casa, favorendo autonomia negli spostamenti e nelle attività quotidiane, ma garantendo anche supporti professionali quando necessari. L’ospitalità sarà pensata per valorizzare la dignità e le preferenze di ciascuno.
Spazi previsti e organizzazione interna
L’immobile ospiterà quattro persone con disabilità e il personale educativo. Le camere previste sono tre: due singole e una doppia, ognuna con il proprio bagno. A servizio dell’équipe è previsto un ampio monolocale che conterrà una zona notte per il personale e una zona giorno con ufficio, dove svolgere attività organizzative, incontri riservati con familiari e momenti di confronto d’équipe.
Dettagli funzionali
Le camere e i bagni saranno arredati con criteri di praticità e adattabilità: materiali resistenti, soluzioni che favoriscano l’autonomia domestica e spazi facilmente personalizzabili. Il monolocale avrà un allestimento dedicato alla gestione quotidiana del gruppo e alla privacy del personale, con aree per il lavoro amministrativo e per le riunioni protette.
Come sostenere il progetto
Per rendere gli ambienti pronti ad accogliere serve un contributo mirato all’arredamento delle camere, dei bagni e del monolocale. È possibile partecipare con donazioni che andranno direttamente all’acquisto di letti, armadi, complementi, elementi per il bagno e attrezzature per l’ufficio. Ogni donazione contribuirà a creare stanze calde e funzionali, in cui chi abita possa sentirsi veramente accolto.
Budget e destinazione dei fondi
Il piano economico per l’allestimento è chiaro e trasparente: arredamento stanza e bagno n.1 per 1 persona con disabilità – 1.500,00 €; arredamento stanza e bagno n.2 per 1 persona con disabilità – 1.500,00 €; arredamento stanza e bagno n.3 per 2 persone con disabilità – 2.000,00 €; arredamento monolocale (stanza e ufficio) e bagno per assistente familiare/educatori – 3.000,00 €. Contribuire significa trasformare cifre in oggetti e servizi concreti, rendendo gli spazi subito utilizzabili.
Impatto sociale e sostenibilità
La realizzazione del progetto risponde a un’esigenza più ampia: nel territorio erbese, che comprende 28 Comuni, mancano esperienze diffuse di abitare assistito che permettano alle persone con disabilità di scegliere dove e con chi vivere. La legge riconosce il diritto alla vita indipendente, ma per concretizzarlo servono infrastrutture, competenze e reti collaborative tra istituzioni, terzo settore e cittadinanza.
La Fondazione Casa Fuori Casa, costituita il 5 aprile 2026 da familiari impegnati nella ricerca di soluzioni per il futuro (tra cui la storia di Carmen), sostiene questa visione: creare una coabitazione che sia anche un laboratorio sociale, con attività formative, iniziative culturali e un’attività di affittacamere pensata per sostenere economicamente il progetto. È un modello che mette al centro l’accoglienza, la trasparenza e la qualità dei servizi.
Se condividi l’idea che la casa sia uno strumento di libertà, sostienici: ogni contributo aiuta a montare un letto, appendere un quadro, creare un angolo studio. E sì, senza mobili si rischia davvero di ritrovarsi a dormire con il sacco a pelo sul pavimento — divertente d’estate, meno in inverno. Dona ora e visita la casa: abbiamo pensato anche a ricompense per chi ci sostiene.

