La casa è il nostro rifugio, il luogo dove ci sentiamo più sicuri e a nostro agio. Eppure, per molte famiglie italiane, muoversi liberamente tra i diversi piani può rappresentare una sfida quotidiana. Le moderne piattaforme elevatrici stanno cambiando questa realtà, trasformando le abitazioni in spazi dove ogni ambiente è facilmente accessibile, preservando l’autonomia e migliorando la qualità della vita di tutti i membri della famiglia.
Non stiamo parlando dei montacarichi di una volta, ma di eleganti soluzioni di design che si integrano armoniosamente con l’architettura domestica. Dalle raffinate piattaforme in vetro alle versioni rivestite in legno pregiato che si accordano perfettamente con gli interni classici, il mercato offre oggi opzioni per ogni esigenza e gusto estetico.
L’accessibilità domestica non è più considerata un optional, ma una necessità fondamentale per garantire autonomia e qualità della vita. Che si tratti di genitori anziani che faticano con le scale, di un familiare in carrozzina, le piattaforme elevatrici rappresentano soluzioni versatili che si adattano a ogni contesto abitativo. Ma come orientarsi tra le diverse tipologie di piattaforme elevatrici per interni disponibili? E quali sono le differenze con altre soluzioni come montascale e ascensori domestici?
In questa guida esploreremo tutte le opzioni, dalle più tradizionali alle più innovative, per aiutarvi a trovare la soluzione perfetta per la vostra casa.
Cosa sono le piattaforme elevatrici: definizione e caratteristiche tecniche
Prima di addentrarci nelle diverse tipologie disponibili sul mercato, è fondamentale comprendere cosa distingue tecnicamente una piattaforma elevatrice da altre soluzioni di mobilità verticale.
Definizione normativa e tecnica
Dal punto di vista normativo, le piattaforme elevatrici sono dispositivi disciplinati dalla Direttiva Macchine 2006/42/CE quando la loro velocità è inferiore o uguale a 0,15 m/s. Si distinguono dagli ascensori (regolati dalla Direttiva Ascensori 2014/33/UE) proprio per questa limitazione di velocità e per alcune caratteristiche costruttive specifiche.
Dal punto di vista pratico e commerciale, le piattaforme elevatrici si caratterizzano principalmente per:
- Cabina aperta: almeno su un lato, senza porte complete su tutti i lati
- Assenza di vano corsa chiuso: non richiedono un vano ascensore tradizionale
- Altezza di corsa limitata: generalmente fino a 3-4 metri (anche se alcuni modelli possono arrivare fino a 12-15 metri)
- Velocità ridotta: massimo 0,15 m/s per rimanere nella categoria
- Installazione semplificata: minori opere murarie rispetto agli ascensori tradizionali
Questa distinzione è fondamentale per comprendere vantaggi e limitazioni di ciascuna soluzione e per orientarsi correttamente nelle scelte progettuali e normative.
Le principali tipologie di piattaforme elevatrici per interni
Il panorama delle piattaforme elevatrici si articola principalmente secondo due criteri: il sistema di funzionamento (idraulico o elettrico) e, all’interno dei sistemi elettrici, il tipo di trazione utilizzata (fune, vite senza fine, o altri sistemi). Vediamo nel dettaglio le diverse soluzioni disponibili.
Piattaforme elevatrici idrauliche: affidabilità e prestazioni
Le piattaforme idrauliche rappresentano la tecnologia più consolidata nel settore, con oltre 40 anni di evoluzione continua. Questi sistemi utilizzano un pistone idraulico alimentato da una centralina oleodinamica per garantire movimenti fluidi e silenziosi. La capacità di carico standard varia da 300 a 500 kg, con modelli speciali che possono raggiungere i 1.000 kg per esigenze particolari.
Nel panorama dei produttori, Stannah si distingue con oltre 150 anni di esperienza nel settore della mobilità verticale, offrendo modelli come le piattaforme Smart 2000 e Smart 3000, oltre la piattaforma elettrica 1250, caratterizzate da estrema affidabilità e tecnologia all’avanguardia. Vimec propone modelli come lo Steppy Plus e l’S11 Plus con 13 configurazioni disponibili. ThyssenKrupp porta la sua esperienza ingegneristica tedesca con soluzioni particolarmente robuste, mentre KONE offre sistemi idraulici con controllo elettronico avanzato per prestazioni ottimizzate.
Le dimensioni delle cabine variano significativamente in base alle esigenze: si parte da modelli compatti di 80×120 cm, ideali per spazi ridotti, fino a soluzioni più spaziose di 110×140 cm che possono ospitare comodamente una carrozzina con accompagnatore. L’altezza di corsa può raggiungere i 15 metri, rendendo queste piattaforme adatte anche per edifici multipiano.
Piattaforme elevatrici elettriche: l’evoluzione tecnologica
I sistemi elettrici rappresentano l’alternativa moderna ai sistemi idraulici, utilizzando motori elettrici per il movimento. All’interno di questa categoria, è fondamentale distinguere tra i diversi sistemi di trazione:
Piattaforme elettriche a fune
Utilizzano un sistema di trazione con funi metalliche e contrappeso, simile agli ascensori tradizionali ma con le limitazioni di velocità proprie delle piattaforme. Offrono:
- Movimenti estremamente fluidi
- Efficienza energetica superiore grazie al contrappeso
- Adatte per corse medio-lunghe
KONE Motus e Schindler 3100 rappresentano esempi eccellenti di questa tecnologia, con sistemi di controllo a frequenza variabile che garantiscono comfort di marcia superiore.
Piattaforme elettriche a vite senza fine
Rappresentano una soluzione innovativa particolarmente apprezzata per le installazioni in spazi ridotti. Il sistema utilizza una vite elicoidale in acciaio che garantisce:
- Ingombro minimo (non necessitano di contrappeso)
- Estrema silenziosità (sotto i 48 dB)
- Assenza di locale macchine
- Installazione rapida
Stannah Smart 1250 rappresenta l’eccellenza in questo segmento, ideale per dislivelli fino a 1.350 mm (caratteristica unica che permette di coprire la maggior parte delle esigenze residenziali con un singolo prodotto). AreaLift DomoFlex e Cibes Lift offrono ulteriori soluzioni con tecnologia a vite, combinando efficienza e design.
Soluzioni innovative con cabina chiusa
Alcune tecnologie meritano una categoria a parte, rappresentando soluzioni che combinano caratteristiche delle piattaforme elevatrici con innovazioni tecnologiche uniche:
Piattaforme pneumatiche: tecnologia ad aria compressa
I sistemi pneumatici rappresentano una categoria particolare nel panorama della mobilità verticale. Spesso confusi con le piattaforme elevatrici tradizionali, sono in realtà sempre dotati di cabina completamente chiusa, caratteristica che li avvicina più agli ascensori che alle piattaforme.
Questi sistemi utilizzano la differenza di pressione dell’aria per il movimento e si distinguono per:
- Cabine cilindriche trasparenti in policarbonato ad alta resistenza
- Design futuristico e minimale che diventa elemento d’arredo
- Assenza totale di cavi, pistoni o contrappesi: il movimento avviene solo tramite pressione pneumatica
- Installazione estremamente rapida: non richiedono scavi per pistoni o spazi per contrappesi
- Ingombro ridottissimo: ideali per spazi molto contenuti
PVE (Pneumatic Vacuum Elevators) è il pioniere mondiale di questa tecnologia, con una gamma che va dal modello PVE30 (monoposto con diametro di soli 75 cm) fino al PVE52 (130 cm di diametro, adatto per carrozzine con accompagnatore). Vacuum Elevators Europe ha adattato la tecnologia alle normative europee, mentre Vision Elevators ha sviluppato sistemi con recupero energetico integrato.
La natura trasparente delle cabine le rende particolarmente adatte per installazioni in cui l’impatto visivo è fondamentale, trasformando il trasporto verticale in un’esperienza architettonica unica.
Confronto dettagliato con altre soluzioni di mobilità domestica
La scelta della soluzione di mobilità più appropriata richiede un’analisi approfondita delle diverse opzioni disponibili sul mercato, considerando non solo i costi iniziali ma anche quelli operativi a lungo termine, l’impatto sull’abitazione e le esigenze specifiche dell’utilizzatore.
Montascale e servoscale: quando la semplicità è la priorità
I montascale a poltroncina rappresentano la soluzione più economica e meno invasiva per superare le barriere architettoniche delle scale. Con prezzi che partono da 3.000 euro per scale rettilinee e raggiungono i 12.000 euro per configurazioni curve complesse, questi dispositivi si installano direttamente sulla scala esistente senza modifiche strutturali.
I servoscale con pedana, progettati specificamente per il trasporto di carrozzine, richiedono scale più larghe (minimo 100 cm) ma offrono il vantaggio di non richiedere trasferimenti dalla carrozzina. Stannah offre servoscala con piattaforme ripiegabili ultra-compatte, Handicare propone modelli per scale curve con tecnologia ASL che mantiene la piattaforma sempre in piano, mentre Acorn ha sviluppato servoscale modulari che si adattano a qualsiasi configurazione di scala.
Tuttavia, sia montascale che servoscale presentano limitazioni significative: velocità ridotta (0,06-0,10 m/s), capacità di trasporto limitata a una persona per volta, impossibilità di trasportare oggetti voluminosi. Per chi sta considerando soluzioni complete per piattaforme elevatrici per disabili, soluzioni per un’accessibilità senza barriere, è importante valutare questi aspetti in relazione alle esigenze presenti e future.
Ascensori domestici tradizionali: l’investimento per il futuro
Gli ascensori domestici tradizionali rappresentano la soluzione più completa e versatile per la mobilità verticale residenziale. Con capacità che variano da 250 a 630 kg e dimensioni delle cabine da 80×120 cm fino a 110×140 cm, possono servire efficacemente tutti i piani dell’abitazione trasportando persone e merci.
L’installazione di un ascensore domestico tradizionale richiede un investimento iniziale significativo (15.000-45.000 euro) e lavori strutturali che possono durare da 4 a 12 settimane. Tuttavia, i benefici a lungo termine sono sostanziali: aumento del valore immobiliare fino al 10%, eliminazione completa delle barriere architettoniche, possibilità di trasporto simultaneo di più persone.
Le tecnologie moderne hanno ridotto drasticamente gli spazi necessari: alcuni modelli richiedono vani di soli 90×90 cm e possono essere installati anche all’esterno dell’edificio con strutture metalliche autoportanti. IGV Group offre ascensori domestici con sala macchine integrata, GMV propone soluzioni MRL (Machine Room Less) particolarmente compatte, mentre Doppler ha sviluppato ascensori con design personalizzabile che si integrano perfettamente in qualsiasi contesto architettonico.
Piattaforme elevatrici: il giusto compromesso
Le piattaforme elevatrici si posizionano come soluzione intermedia ottimale, combinando i vantaggi degli ascensori con costi e complessità d’installazione ridotti. Con prezzi che variano da 8.000 a 30.000 euro, offrono un eccellente rapporto qualità-prezzo per dislivelli fino a 4 metri.
La versatilità delle piattaforme elevatrici le rende adatte a molteplici contesti: superamento di dislivelli tra piani sfalsati, accesso a soppalchi o mansarde, collegamento tra interno ed esterno dell’abitazione. Ceteco offre piattaforme per esterni con protezioni weatherproof certificate IP65, MP Ascensori propone soluzioni ibride interno/esterno con cabine climatizzate, mentre Elfer ha sviluppato piattaforme con ingombro minimo quando non in uso.
Un vantaggio competitivo fondamentale delle moderne piattaforme elevatrici è la rapidità di installazione: i modelli più avanzati possono essere installati in tempi record che vanno da sole 4 ore per configurazioni standard fino a un massimo di 2 giorni per installazioni più complesse. Questo rappresenta un enorme vantaggio rispetto ai tempi tradizionali, minimizzando il disagio per gli abitanti e riducendo significativamente i costi di manodopera.
Normative e certificazioni: garanzia di sicurezza e conformità
Il quadro normativo italiano per le piattaforme elevatrici è tra i più rigorosi d’Europa, garantendo elevati standard di sicurezza e qualità. La comprensione delle normative vigenti è fondamentale per assicurare installazioni conformi e accedere agli incentivi fiscali disponibili.
Il framework legislativo nazionale ed europeo
La Direttiva Macchine 2006/42/CE costituisce il riferimento principale per le piattaforme elevatrici con velocità inferiore a 0,15 m/s. Per velocità superiori o installazioni in edifici pubblici, si applica la Direttiva Ascensori 2014/33/UE, che impone requisiti più stringenti in termini di sicurezza e certificazione.
Il D.M. 236/89 stabilisce le prescrizioni tecniche per garantire l’accessibilità degli edifici, definendo dimensioni minime, comandi accessibili e dotazioni di sicurezza obbligatorie. Le piattaforme devono garantire spazi minimi di 80×120 cm per il trasporto di una persona in carrozzina, con porte di accesso di almeno 75 cm di larghezza.
Le norme UNI EN 81-40 e UNI EN 81-41 specificano i requisiti di sicurezza per piattaforme elevatrici inclinate e verticali, definendo parametri tecnici per sistemi di emergenza, protezioni anti-schiacciamento, dispositivi di allarme e comunicazione. Ogni installazione deve essere accompagnata da dichiarazione di conformità CE e documentazione tecnica completa.
Iter autorizzativo e pratiche edilizie
L’installazione di una piattaforma elevatrice richiede diverse autorizzazioni in base alla tipologia di intervento. Per installazioni interne senza modifiche strutturali è sufficiente una CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata), con possibilità di iniziare i lavori immediatamente dopo la presentazione.
Per interventi che comportano modifiche strutturali o installazioni esterne è necessaria la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), che permette l’inizio dei lavori dopo 30 giorni dalla presentazione, salvo richieste di integrazione. In caso di edifici vincolati o in zone di particolare pregio, può essere richiesto il parere della Soprintendenza.
Il processo autorizzativo deve essere gestito da un tecnico abilitato (architetto, ingegnere o geometra) che redige la documentazione progettuale, verifica la conformità urbanistica e strutturale, coordina con l’installatore certificato. I costi per le pratiche edilizie variano da 800 a 2.500 euro in base alla complessità dell’intervento.
Manutenzione e verifiche periodiche obbligatorie
La normativa italiana impone un rigoroso programma di manutenzione per garantire la sicurezza continua delle piattaforme elevatrici. Per impianti con velocità superiore a 0,15 m/s sono obbligatorie verifiche periodiche biennali da parte di organismi notificati, con costi che variano da 200 a 400 euro per ispezione.
La manutenzione ordinaria deve essere effettuata almeno ogni 6 mesi da personale qualificato, con controlli che includono: verifica dei sistemi di sicurezza, lubrificazione delle parti meccaniche, controllo dell’usura dei componenti, test dei sistemi di emergenza. Il costo medio annuale per la manutenzione varia da 400 a 800 euro.
È obbligatorio tenere un libretto di impianto che documenti tutti gli interventi effettuati, le verifiche periodiche e le eventuali modifiche. In caso di incidente, la mancata manutenzione o documentazione incompleta può comportare responsabilità civili e penali per il proprietario dell’impianto.
Incentivi fiscali 2026: le agevolazioni disponibili
Il sistema di agevolazioni fiscali italiano per l’abbattimento delle barriere architettoniche continua a offrire opportunità significative per rendere l’installazione di piattaforme elevatrici economicamente accessibile.
Cosa cambia dal 2026
Il Bonus Barriere Architettoniche al 75%, che ha rappresentato negli ultimi anni l’agevolazione più vantaggiosa per chi necessitava di installare dispositivi per il superamento delle barriere architettoniche, era valido fino al 31 dicembre 2025. Con la Legge di Bilancio 2026, il Governo Italiano ha deciso di non prorogare questa misura. Dal 1° gennaio 2026, pertanto, non è più possibile usufruire della detrazione al 75% per l’acquisto e l’installazione di montascale, servoscala e piattaforme elevatrici.
Il Bonus Ristrutturazioni al 50%
Dal 2026, gli interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche rientrano nel Bonus Ristrutturazioni, che prevede una detrazione IRPEF del 50% delle spese sostenute, comprensive di IVA, da ripartire in quote annuali secondo le normative vigenti.
Il massimale di spesa detraibile è fissato a 96.000 euro per la prima casa. Sebbene la percentuale di detrazione sia inferiore rispetto al precedente bonus del 75%, questa misura consente comunque di ridurre in modo significativo il costo dell’intervento e può risultare vantaggiosa per lavori complessi che includono anche altre opere edilizie.
IVA agevolata e altre opportunità
L’IVA agevolata al 4% continua ad applicarsi per gli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche su abitazioni private, generando un risparmio immediato del 18% rispetto all’aliquota ordinaria. Per beneficiarne è sufficiente una dichiarazione dell’acquirente che attesti la destinazione dei beni.
Le agevolazioni fiscali statali sono inoltre cumulabili con contributi regionali e comunali, che possono coprire una parte significativa della spesa residua. Molte regioni offrono anche finanziamenti a tasso zero o contributi a fondo perduto per famiglie con persone disabili, rendendo l’investimento ancora più accessibile.
Criteri di scelta: trovare la soluzione ideale
La selezione della piattaforma elevatrice più adatta richiede un’analisi attenta di molteplici fattori che vanno oltre il semplice confronto dei prezzi. Una scelta oculata deve considerare le esigenze attuali e future, le caratteristiche dell’immobile e il contesto d’uso specifico.
Valutazione delle esigenze presenti e future
L’analisi delle necessità deve partire dalla situazione attuale ma proiettarsi nel futuro. Una famiglia con genitori anziani ancora autonomi potrebbe optare inizialmente per un montascale, ma la scelta di una piattaforma elevatrice risulterebbe più lungimirante considerando il progressivo declino della mobilità. Le statistiche indicano che il 70% degli over 75 necessita di ausili per la mobilità, percentuale che sale al 90% oltre gli 85 anni.
La frequenza d’uso influenza significativamente la scelta: per utilizzi sporadici può essere sufficiente un servoscale, mentre per spostamenti frequenti una piattaforma elevatrice garantisce maggiore comfort e velocità. È importante considerare anche le esigenze di tutti i membri della famiglia, inclusi visitatori occasionali con problemi di mobilità.
Il trasporto di oggetti è un aspetto spesso sottovalutato: piattaforme elevatrici e ascensori permettono di movimentare facilmente spesa, mobili, elettrodomestici, mentre montascale e servoscale limitano questa possibilità. Per abitazioni su più livelli dove si svolgono attività quotidiane su piani diversi, la versatilità diventa fondamentale.
Analisi degli spazi e vincoli architettonici
L’analisi dimensionale dell’immobile è cruciale per identificare la soluzione ottimale. Misurazioni precise di vani scala, altezze interpiano, spazi disponibili ai piani determinano le opzioni tecnicamente realizzabili. Piattaforme pneumatiche richiedono altezze minime di 2.200 mm, mentre quelle idrauliche necessitano di almeno 2.400 mm.
La tipologia costruttiva dell’edificio influenza le possibilità di intervento: strutture in cemento armato permettono maggiore flessibilità per aperture e rinforzi, edifici in muratura richiedono verifiche strutturali più approfondite, costruzioni in legno potrebbero necessitare di soluzioni autoportanti. In edifici storici, l’impatto visivo diventa prioritario nella scelta.
La posizione ottimale per l’installazione deve considerare: centralità rispetto agli spazi abitativi, minimizzazione dei percorsi, accessibilità da tutti gli ambienti principali, possibilità di realizzare aperture sui vari piani. Soluzioni esterne in strutture metalliche e vetro possono valorizzare architettonicamente l’edificio quando gli spazi interni sono limitati.
Budget e ritorno dell’investimento
L’analisi economica deve considerare il Total Cost of Ownership (TCO) su un orizzonte temporale di almeno 15-20 anni. I costi iniziali includono: acquisto dell’impianto (40-60% del totale), opere edili e adeguamenti (20-30%), pratiche e progettazione (5-10%), installazione e collaudo (15-20%).
I costi operativi annuali variano significativamente: montascale 200-400 euro, servoscale 300-500 euro, piattaforme elevatrici 600-1.000 euro, ascensori domestici 800-1.500 euro. Questi includono manutenzione ordinaria, verifiche periodiche, consumi energetici e assicurazione.
Il ritorno dell’investimento si manifesta attraverso: aumento del valore immobiliare (5-10% per piattaforme elevatrici, fino al 15% per ascensori), maggiore appetibilità sul mercato immobiliare, possibilità di rimanere nella propria abitazione evitando costosi trasferimenti, miglioramento della qualità della vita difficilmente quantificabile ma fondamentale.
Innovazioni tecnologiche e trend futuri
Il settore delle piattaforme elevatrici sta vivendo una rivoluzione tecnologica che promette di trasformare radicalmente l’esperienza d’uso e l’integrazione nell’ambiente domestico. Le innovazioni si concentrano su sostenibilità, connettività e personalizzazione.
Intelligenza artificiale e manutenzione predittiva
I sistemi di manutenzione predittiva basati su AI stanno rivoluzionando la gestione delle piattaforme elevatrici. Sensori IoT monitorano continuamente parametri critici come vibrazioni, temperature, consumi energetici, tempi di percorrenza, generando oltre 1.000 data points al giorno che alimentano algoritmi di machine learning.
Questi sistemi possono prevedere guasti con accuratezza del 95% fino a 30 giorni prima che si verifichino, permettendo interventi preventivi che riducono i fermi macchina del 75% e i costi di manutenzione del 30%. Le piattaforme di nuova generazione integrano diagnostica remota che permette ai tecnici di risolvere il 40% dei problemi senza intervento in loco.
L’integrazione con assistenti vocali permette comandi naturali (“Alexa, chiama l’ascensore al piano terra”) e fornisce informazioni sullo stato dell’impianto. Sistemi di riconoscimento facciale e proximity sensing anticipano le chiamate, riducendo i tempi di attesa del 60% e ottimizzando i consumi energetici.
Sostenibilità ambientale e efficienza energetica
La sostenibilità è diventata driver fondamentale dell’innovazione nel settore. I sistemi di recupero energia rigenerativa, ora standard nei modelli premium, possono generare fino al 30% dell’energia necessaria durante le fasi di discesa, riducendo i consumi netti a meno di 1 kWh per 100 corse.
I materiali eco-compatibili stanno sostituendo componenti tradizionali: cabine in bambù laminato e bio-compositi, lubrificanti biodegradabili per sistemi idraulici, isolanti termici da materiali riciclati, verniciature a base acqua senza VOC. Le certificazioni ambientali come EPD (Environmental Product Declaration) diventano sempre più richieste.
L’integrazione con impianti fotovoltaici domestici permette funzionamento carbon-neutral: un impianto da 3 kW può coprire completamente i consumi di una piattaforma elevatrice media. Sistemi di accumulo dedicati garantiscono autonomia anche in assenza di produzione solare, creando soluzioni completamente off-grid.
Design e personalizzazione estrema
Il design delle piattaforme elevatrici evolve verso soluzioni sempre più integrate e personalizzabili. La customizzazione di massa permette configurazioni uniche a costi competitivi: oltre 1.000 combinazioni di materiali, colori e finiture, illuminazione LED programmabile con 16 milioni di colori, pannelli digitali personalizzabili con arte o informazioni, sistemi audio integrati per esperienza multisensoriale.
Le cabine panoramiche in vetro strutturale extra-chiaro con trattamenti autopulenti e anti-riflesso trasformano il trasporto verticale in esperienza architettonica. Alcuni modelli integrano pareti verdi con sistemi di irrigazione automatica, creando micro-ecosistemi che purificano l’aria e aumentano il benessere.
La stampa 3D sta rivoluzionando la produzione di componenti custom: pulsantiere ergonomiche personalizzate per specifiche disabilità, elementi decorativi unici coordinati con l’interior design, componenti di ricambio on-demand che riducono tempi e costi di manutenzione. Il futuro promette cabine completamente stampate in 3D con materiali compositi ultra-leggeri.
Il futuro dell’accessibilità domestica in Italia
Il mercato italiano delle piattaforme elevatrici si trova in un momento di straordinaria opportunità, con la convergenza di fattori demografici, tecnologici e normativi che creano condizioni ideali per investimenti nell’accessibilità domestica. L’invecchiamento della popolazione, con oltre 14 milioni di over 65 che diventeranno 19 milioni entro il 2040, rende questi interventi non più rimandabili.
Sul fronte degli incentivi fiscali, il quadro normativo è cambiato con la Legge di Bilancio 2026. Il Bonus Barriere Architettoniche al 75%, che ha rappresentato negli ultimi anni un’opportunità straordinaria per molte famiglie, non è stato prorogato oltre il 31 dicembre 2025. Dal 1° gennaio 2026, gli interventi per l’installazione di piattaforme elevatrici, montascale e servoscala rientrano nel Bonus Ristrutturazioni, con una detrazione IRPEF del 50% delle spese sostenute. Questa agevolazione, combinata con l’IVA al 4% e gli eventuali contributi regionali, consente comunque di ridurre sensibilmente l’investimento complessivo.
L’eccellenza manifatturiera italiana e internazionale è rappresentata da aziende come Stannah, con la sua presenza globale e innovazione continua (incluso lo Smart 1250, soluzione ideale per dislivelli fino a 1.350 mm), Vimec, specialista nelle soluzioni per disabilità, Nova Elevators con focus su design e personalizzazione, e AreaLift pioniera nelle tecnologie a vite. Anche i grandi gruppi internazionali come KONE, Schindler, Otis e ThyssenKrupp hanno stabilimenti e centri di ricerca in Italia, contribuendo all’eccellenza del settore. Questa diversità garantisce soluzioni tecnologicamente avanzate, sicure e durature nel tempo, con capacità di personalizzazione e attenzione al design.
La scelta della soluzione più appropriata richiede un’analisi attenta e personalizzata che consideri non solo le esigenze immediate ma anche quelle future. Il supporto di professionisti qualificati nella progettazione e installazione è fondamentale per garantire risultati ottimali e conformità normativa. L’investimento in una piattaforma elevatrice non è solo una spesa, ma un miglioramento sostanziale della qualità della vita e del valore patrimoniale dell’immobile.
Per informazioni tecniche approfondite sulle piattaforme elevatrici e le normative europee di riferimento, è possibile consultare le risorse ufficiali degli enti di certificazione e le associazioni di categoria che forniscono aggiornamenti costanti sull’evoluzione del settore.



