Progettare un open space maschile: soggiorno e cucina coordinati

Un caso reale di ristrutturazione che mostra come materiali, colori e arredi possano legare soggiorno e cucina in un unico linguaggio formale

Un proprietario ha trasformato un interno semi-arredato in un open space deciso e accogliente, fondendo soggiorno e cucina per ottenere un flusso più libero e una presenza d’insieme riconoscibile. Il progetto è nato dal dialogo tra il committente e un piccolo team di designer: l’obiettivo non era cancellare le singole identità, ma farle convivere con continuità.

Marco Santini, con esperienza nei mercati finanziari e oggi attivo nel settore, sottolinea che la trasformazione richiede più strategie che semplici scelte d’arredo.

La situazione di partenza era tipica: una pianta stretta, arredi conservati che spezzavano lo spazio e un corridoio poco sfruttato.

I designer hanno optato per un linguaggio sobrio e materico, curando palette, materiali e gerarchie visive. Interventi mirati hanno ridefinito percorsi e funzioni, valorizzando le pareti alte e creando zone distintive ma coerenti tra loro. Investire su finiture e layout non è solo estetica: migliora l’uso quotidiano e la percezione del valore dell’immobile.

Obiettivi del progetto
Il committente chiedeva un soggiorno con un carattere maschile, che pescasse dal nordico e dal mid-century, e una cucina che si integrasse nel racconto complessivo. Le esigenze pratiche erano chiare: passaggi liberi lungo il corridoio, un elemento che separasse cucina e living senza chiudere lo spazio, e una palette uniforme per vernici, tessili e illuminazione.

Per preservare funzionalità e valore, si è deciso di intervenire soprattutto sulle finiture.

Vincoli e desideri
La pianta imponeva limiti: corridoio lungo e poco sfruttato, parete centrale imponente e volumetrie cucina ristrette. Il proprietario voleva mantenere pezzi esistenti — il divano a penisola e un tavolino laterale — ma inserirli in un sistema coerente tramite texture e dettagli metallici. Conscia dei vincoli planimetrici, la squadra ha cercato soluzioni d’arredo che trasformassero i limiti in punti di forza.

Concept e alternative
Sono stati messi a confronto due approcci complementari. Il primo valorizzava molto l’arredo già presente, integrandolo con elementi mirati come una poltrona in cuoio cognac e una consolle sottile all’ingresso per riequilibrare le proporzioni. Il secondo proponeva una lettura più continua dell’intera pianta: una parete d’accento in verde oliva profondo e pannelli dogati ripetuti come motivo unificatore, per creare ritmo e coesione.

La scelta finale
Il committente ha preferito l’unità visiva: tinte più scure alle pareti, pannelli verticali e una continuità di materiali tra living, pranzo e cucina. Questa direzione mantiene riconoscibilità nelle diverse aree senza interrompere la lettura spaziale lungo il percorso principale, permettendo allo sguardo di scorrere senza brusche cesure.

Realizzazione e dettagli
Nel soggiorno la parete principale è stata dipinta in verde oliva, che funge da punto di ancoraggio per il divano. Sopra il divano campeggia un ritratto in bianco e nero che allunga l’asse verticale, mentre pannelli dogati in legno creano una ripetizione ritmica che guida lo sguardo. Il risultato è un ambiente che appare coerente e allo stesso tempo ricco di carattere.

Materiali e illuminazione
La scelta dei materiali punta su coerenza e durata: divano in pelle scura, tavolini con struttura in metallo nero opaco e dettagli in ottone per le lampade. Un tappeto poco chiaro e compatto delimita il gruppo conversazione senza ostacolare i passaggi. Le tende in lino color tortora ammorbidiscono la luce e smorzano la severità delle superfici rigide. Insieme, questi elementi bilanciano calore materico e rigore formale, con l’illuminazione usata per modellare i volumi.

Cucina e area pranzo
La cucina, a “L”, prosegue la transizione dal soggiorno: ante lisce in legno caldo avvolgono il perimetro, mentre l’isola con cascata in marmo diventa fulcro visivo e operativo. Sgabelli rivestiti in grafite e sospensioni tubolari nere richiamano il linguaggio del living, creando continuità materica. Per il pranzo, una parete verde oliva fa da sfondo al tavolo rotondo in rovere: sedute in corda e pelle mescolano linee morbide e materiali robusti, rendendo lo spazio conviviale e calibrato.

Funzionalità finale
Un sistema di scaffalature aperte segna il confine tra cucina e living: è schermo visivo, elemento espositivo e punto di passaggio. La combinazione scelta mette insieme identità locali e un piano comune di colori e finiture, così che ogni zona mantenga il suo carattere senza scontrarsi con le altre. Dal punto di vista pratico, la soluzione facilita la vita quotidiana e assicura flessibilità d’uso.

La situazione di partenza era tipica: una pianta stretta, arredi conservati che spezzavano lo spazio e un corridoio poco sfruttato. I designer hanno optato per un linguaggio sobrio e materico, curando palette, materiali e gerarchie visive. Interventi mirati hanno ridefinito percorsi e funzioni, valorizzando le pareti alte e creando zone distintive ma coerenti tra loro. Investire su finiture e layout non è solo estetica: migliora l’uso quotidiano e la percezione del valore dell’immobile.0

La situazione di partenza era tipica: una pianta stretta, arredi conservati che spezzavano lo spazio e un corridoio poco sfruttato. I designer hanno optato per un linguaggio sobrio e materico, curando palette, materiali e gerarchie visive. Interventi mirati hanno ridefinito percorsi e funzioni, valorizzando le pareti alte e creando zone distintive ma coerenti tra loro. Investire su finiture e layout non è solo estetica: migliora l’uso quotidiano e la percezione del valore dell’immobile.1

Scritto da Marco Santini

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