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Caratteristiche arredamento anni ’50: storia della rivoluzione estetica

Gli esperti del lifestyle e del design riconoscono negli anni cinquanta un decennio di rinascita e progresso. Con la conclusione del secondo conflitto mondiale, era inevitabile che la società tutta si stringesse nel tentativo di superare gli orrori della guerra e gettare nuove basi per un benessere mai visto prima.

Innovazione, svecchiamento e superamento sono i crismi che informano la collettività. Se gli albori di questo nuovo stile già si ravvisano sul finire dei terribili anni quaranta, non è possibile individuarne il tramonto. Infatti, molti dei dettagli, delle caratteristiche dell’arredamento introdotte nel corso degli anni ’50, tutt’oggi improntano molta parte del design contemporaneo.

Arredamento anni cinquanta: storia

Volendo tracciare un profilo sintetico degli sviluppi del gusto in fatto di arredamento, gli anni ’50 furono contraddistinti da tre fattori fondamentali:

  • produzione seriale dei mobili;
  • sviluppo del complemento d’arredo;
  • un’estetica funzionale.

La produzione seriale dei mobili permetteva di ammobiliare gli appartamenti in modo più coordinato. Infatti, fino ad allora, non era infrequente trovare un gusto camouflage, nei quali si sopperiva alla mancanza di elementi d’arredo con accostamenti talvolta azzardati.

anni 50

Caratteristiche arredamento anni ’50

Negli anni cinquanta, spicca uno stile più armonico tra le parti che sfrutta, per la prima volta, il colore come elemento portante per delimitare gli spazi d’uso.

I proto-designer dell’epoca (si faccia passare il termine, nonostante la professione non fosse ancora cristallizzata in una figura professionale specifica) introdussero il famoso rosso rubino. Prorompente e sensuale, questo tono era utilizzato soprattutto nell’area living e in contrasto con il bianco.

Giallo zafferano, verde salvia, arancione gommagutta e carta da zucchero sono colori che invadono le case di americani e italiani. Come abbiamo già scritto, negli anni cinquanta si porta avanti l’idea del complemento d’arredo come strumento per personalizzare gli ambienti.

Infine, come non ricordare la colonna portante dello stile anni ’50: l’estetica funzionale. Poltrone bombate rivestite di soffici tessuti, invogliavano chiunque a provarne la comodità senza rinunciare a un impatto estetico più deciso che, spesso, poteva scadere anche nel kitsch.

Allo stesso principio di estetica funzionale, unito a un gusto quasi da horror vacui, risponde anche l’incetta di elettrodomestici che popolavano le cucine delle case anni cinquanta: frigoriferi dalle linee morbide e stondate, tostapane comunemente rossi, fornetti elettrici, macchine da caffè…

La cucina anni cinquanta è quasi un’invasione di apparecchiature meccaniche in grado di alleggerire il lavoro della casalinga.

casa anni 50

Anni ’50 oggi

Visto con un occhio contemporaneo, abituato a un gusto minimal e più pacato, l’arredamento degli anni ’50 potrebbe apparire di cattivo gusto. E in effetti, il successo di questo gusto, paradossalmente, parte dagli anni settanta, quando in tutto il mondo si impone l’American Style.

Due fenomeni di portata inarrestabile riportano in auge lo stile anni cinquanta. Stiamo parlando di Happy Day’s, andato in onda dal 1974 al 1984, e Grease, celeberrimo musical del 1978. Le vicende della famiglia Cunningham e la storia di Danny e Sandy sono ambientate proprio nell’America degli anni cinquanta.

In qualche modo, questi due campioni del pop, riescono a sistematizzare agli occhi del pubblico un gusto meno acceso e ostentato, rendendolo anche più appetibile. In questo modo, nel corso dell’ottavo decennio del Novecento, si potè iniziare a parlare di arredamento anni cinquanta.

Scritto da redazione online

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