Grow shop: le ragioni del loro successo

I grow shop sono sempre più diffusi e il loro successo cresce costantemente. Si tratta di store che si dedicano al commercio di articoli e attrezzi per coltivazioni e giardinaggio.

I grow shop sono sempre più diffusi e il loro successo cresce costantemente. Si tratta di store (fisici e online) che si dedicano prevalentemente al commercio di articoli e attrezzi per coltivazioni e giardinaggio, con un occhio di riguardo alla canapa (ma non solo, poiché sarebbe fuorviante etichettare così negozi che possono dedicarsi anche a oggettistica e piante quali pomodori, banani, peperoni o varietà più esotiche).

Si tratta dunque di un settore fertile – sotto tutti i punti di vista – e in espansione, capace di attirare sempre nuovi clienti e investitori (purché questi ultimi abbiano alle spalle un discreto bagaglio di analisi di mercato e conoscenze delle principali opportunità economiche che stanno dietro qualsiasi investimento).

La legge 242 del 2016, infatti, regolando la percentuale di THC da non superare per definire la cannabis legale, ha praticamente spianato la strada a questo tipo di business, garantendo dunque un margine di crescita alle nuove attività del settore.

Grow shop: cosa offrono

Quando si parla di grow shop, non si parla necessariamente di commercio legale di prodotti a base di canapa light. Si tratta, più in grande, di luoghi fisici o virtuali che possono fare da riferimento per chiunque sia interessato al mondo della canapa o di altre piante, del giardinaggio e della coltura nel suo complesso; è possibile che questi shop allestiscano angoli per degustazioni alimentari di prodotti naturali o facciano da info point e luogo di aggregazione per nuovi avventori e vecchi clienti.

In tal senso, la definizione di grow shop non coincide con la vendita e il consumo di cannabis o marijuana legale, ma si estende altresì alla circolazione di tutta una serie di attrezzature, informazioni e procedure legate alla crescita delle piante nel loro complesso, dai vasi ai fertilizzanti, passando per prodotti derivati di varia natura (quali creme per il corpo, saponi e unguenti, e altro ancora).

Quali tipi di Grow shop esistono

È dunque possibile intuire che esistono più tipologie di grow shop, ognuna delle quali ha sviluppato una particolare attenzione verso un prodotto o una tipologia di prodotti piuttosto che altri.

Ad esempio, gli hemp shop sono quei particolari grow shop che si dedicano alla vendita e alla produzione di tutti quegli articoli legati alla canapa o realizzati grazie alle fibre di questa pianta. Si parla dunque di capi d’abbigliamento, libri, dvd, riviste e vari prodotti per la cosmesi.

Tra questi, si annoverano creme per le mani, prodotti per i capelli, olii, oltre che le resine e le infiorescenze della pianta stessa. Com’è ovvio, si sta facendo riferimento alla versione light della canapa, ossia quella legale, a più alto contenuto di cannabidiolo (CBD), principio attivo applicato anche in ambito medico (ad esempio, per trattare ansia e stress).

I seed shop, d’altro canto, si concentrano – come indica il nome stesso – sulla vendita dei seed, ossia dei semi di canapa. Si fa sempre riferimento alla canapa sativa, quindi alla versione povera di tetraidrocannabinolo (il THC, ossia quella particolare sostanza che, se presente in una concentrazione maggiore allo 0,5%, rende illegale la pianta e, ovviamente, il suo commercio).

Più orientati al mercato per fumatori sono, invece, gli head shop: specializzati, appunto, in articoli quali posacenere e accendini, bong in vetro, vaporizzatori, cartine, narghilè e via discorrendo.

Una gamma di prodotti ancora diversa è quella offerta dagli smart shop, che si dedicano soprattutto alla vendita di sostanze psicoattive legali, riconosciute dalle autorità, e relativi accessori e testi dedicati. Gli smart shop vendono dunque le cosiddette smart drugs (ossia, “droghe furbe”), a base ad esempio di sostanze quali caffeina, ginseng, taurina e altre, meno note e più difficili da trovare sul mercato (sia di origine naturale che sintetica).

Scritto da Redazione Casa
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